Aspettando La Santa Pasqua

Questa mattina la Cooperativa lavoriamo insieme – Centro socio educativo Girasole, con la partecipazione della proloco e l’assessorato delle associazioni, ha addobbato gli alberi del giardino antestante l’ingresso della scuola materna con addobbi pasquali.

Questo piccolo e semplice gesto vuole essere un affettuoso messaggio, da parte dei ragazzi, ricco di speranza e di consolazione in questo tempo che rattrista i cuori.

FOSSE ARDEATINE

Il 24 marzo del 1944, 335 italiani vennero trucidati a Roma dalle forze di occupazione tedesche come rappresaglia per l’azione partigiana del giorno prima. L’episodio passò alla storia come simbolo della crudeltà nazista
La strage – o eccidio – delle Fosse Ardeatine rappresenta uno dei tanti momenti bui della storia italiana durante la Seconda Guerra Mondiale.

Settantacinque anni fa infatti, i soldati della Germania nazista che occupavano Roma rastrellarono 335 italiani (civili, ebrei e militari) e li fucilarono in una cava presso l’antica via Ardeatina, appena fuori dalla capitale.

LA PREMESSA

Nel 1944 l’Italia era divisa in due. Il fascismo era caduto, ma Mussolini – prima arrestato e poi liberato dai tedeschi – aveva formato un nuovo governo nel Centro- Nord Italia, la cosiddetta Repubblica di Salò.

Essa però non era altro che una marionetta nelle mani di Adolf Hitler e dopo l’armistizio dell’8 settembre con cui il generale Badoglio aveva dichiarato la resa dell’Italia, l’esercito nazista calò fino a Roma per occupare il Paese e contrastare l’avanzata delle truppe anglo-americane che avanzavano da Sud (il 10 luglio 1943 gli Alleati erano sbarcati in Sicilia).

In questa situazione caotica, a pagare il prezzo maggiore fu la popolazione civile, bombardata dagli aerei Alleati e terrorizzata dalla famigerata polizia nazista (SS e Gestapo) che manteneva l’ordine con il terrore.

I PARTIGIANI

Dopo la caduta del fascismo e l’occupazione tedesca, molti italiani decisero di scappare e unirsi alle forze partigiane per combattere clandestinamente le forze nazi-fasciste.

I partigiani agivano con operazioni di guerriglia per indebolire la Wermacht (l’esercito tedesco) e incitare la popolazione alla rivolta. Questa operazione riuscì perfettamente a Napoli, dove fascisti e nazisti vennero cacciati ancor prima dell’arrivo degli anglo-americani nella famose Quattro Giornate del 1943 (dal 27 al 30 settembre).

Roma però era ben più difficile da liberare, anche se la sua popolazione cominciava a dare filo da torcere alle truppe d’occupazione.

L’ECCIDIO DELLE FOSSE ARDEATINE

La strage del 24 marzo si compì proprio come rappresaglia per un’azione partigiana. Il 23 marzo – il giorno prima dell’eccidio – una bomba partigiana piazzata in Via Rastella aveva ucciso 33 tedeschi appartenenti ai corpi di polizia del reparto “Bozen” (altri periranno nei giorni successivi).

L’atto terroristico fu un duro colpo per i nazisti, che infatti reagirono con furia ceca, ordinando un’immediata vendetta: 10 italiani sarebbero dovuti morire per ogni tedesco ucciso. Questo numero fu frutto di una mediazione tra i vertici tedeschi, visto che all’inizio Hitler, accecato dalla rabbia, voleva che a morire fossero 50 italiani per ogni soldato ammazzato.

La mattina del 24 marzo dunque, con la complicità delle autorità italiane (fasciste), le SS del colonnello Herbert Kappler caricarono sui furgoni 335 prigionieri – di cui 75 italiani di origine ebraica – e si diressero verso delle cave vicine alla Via Ardeatina. I cinque prigionieri in più rispetto al conto “dieci italiani per un tedesco” furono un tragico errore di conto.

Qui i nazisti fucilarono tutti i presenti, cercando poi di nascondere il loro massacro facendo saltare in aria parte dell’entrata alle Fosse Ardeatine.

Primi testimoni l’orrore nazista furono un gruppo di frati salesiani che, udito per tutto il giorno i rumori dell’esecuzione, s’intrufolarono di notte nella cava per vedere cosa fosse successo. Ora nel luogo dell’eccidi sorge un monumento a imperitura memoria delle vittime innocenti che quel giorno persero la vita sotto i colpi di un nemico crudele e senza pietà.

22 Marzo Giornata mondiale dell’acqua

La Giornata mondiale dell’acqua (World Water Day), è celebrata in tutto il mondo ogni 22 marzo con lo scopo di richiamare l’attenzione pubblica sull’importanza della risorsa acqua e di promuovere un suo consumo più responsabile e consapevole.

Obiettivo centrale  è quello sostenere il raggiungimento dell’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile (SDG) 6: acqua e servizi igienico-sanitari per tutti entro il 2030.

Il tema della Giornata mondiale dell’acqua 2021 è “valuing water”.
Il valore dell’acqua è molto più del suo prezzo: l’acqua ha un valore enorme e complesso per il cibo, la cultura, la salute, l’istruzione, l’economia e l’integrità dell’ambiente naturale.

La  Giornata sarà celebrata in un evento online al quale è prevista la partecipazione di FAO, UNESCO, IFAD e MAECIe per l’Agenzia parteciperanno l’Ufficio V (Ambiente e uso del territorio) e l’Ufficio VI  (Sviluppo rurale e sicurezza alimentare).
Nel corso della manifestazione online sarà presentato il World Water Development Report 2021 (WWDR), redatto e curato dall’UNESCO, con particolare riferimento al World Water Assessment Programme (WWAP) 

17 Marzo FESTA DI SAN PATRIZIO

La festa di san Patrizio (in irlandese: Lá ‘le Pádraig oppure Lá Fhéile Pádraig, in inglese: Saint Patrick’s Day, spesso chiamato anche St. Paddy’s Day o più semplicemente Paddy’s Day), è una festa di origine cristiana che si celebra il 17 marzo di ogni anno in onore di san Patrizio, patrono dell’Irlanda. La festa commemora l’arrivo del cristianesimo in Irlanda durante il quinto secolo d.C. proprio grazie a Patrizio, ai tempi vescovo in Irlanda.

Il 17 marzo è festa nazionale nella Repubblica d’Irlanda, mentre è una festività bancaria (bank holiday) nell’Irlanda del Nord. Tale ricorrenza viene celebrata anche in altri paesi del mondo, in particolar modo quelli interessati da una significativa immigrazione irlandese. Il 17 marzo è festività anche nella provincia canadese di Terranova e Labrador e nel territorio d’oltremare britannico di Montserrat, nelle Piccole Antille. La festa di San Patrizio è, inoltre, una delle feste nazionali più festeggiate al mondo e ha acquisito grande fama e interesse anche da persone la cui origine non è irlandese.

In Irlanda
In Irlanda le tradizioni dei festeggiamenti della festa di San Patrizio risalgono al nono e al decimo secolo. Durante il corso dei secoli il santo fu riconosciuto come patrono nazionale. Dal 1600 la festa di San Patrizio fu ufficializzata nel calendario liturgico e come data di festeggiamento fu imposta il 17 marzo, salvo quando, per non fare coincidere la festa con altri festeggiamenti come la Domenica delle Palme, è posticipata. La festa divenne festività nazionale in Irlanda dal 1903, anno in cui si tenne la prima parata, nella cittadina di Waterford. Le celebrazioni divennero sempre più popolari tanto che nel 1916, un gruppo di volontari irlandesi si offrì di organizzare la festività. Il 17 marzo 1916 si esibirono più di 6000 parate in tutta l’Isola e furono organizzati per il pubblico banchetti e danze. Con i festeggiamenti che seguirono il 1916, fu riscontrato un problema: l’eccessivo consumo di alcol che si era verificato in questi festeggiamenti aveva causato danni alle città e ai paesaggi. Per rimediare a questo inconveniente, lo stato Irlandese decise di bandire il commercio dell’alcol in tutta la repubblica. Il divieto del commercio di alcolici ogni 17 marzo continuò fino al 1961, mentre in Irlanda del Nord tale provvedimento non si attuò mai. Dal 1931 lo stato Irlandese decise di finanziare le parate del giorno di San Patrizio che iniziarono da quello stesso anno a Dublino.

Nel giorno di san Patrizio del 1976, un gruppo di estremisti anglicani fece esplodere una bomba davanti a un pub nord irlandese a Dungannon che provocò alcuni morti. Quest’atto fece dimostrare un disprezzo comune nel nord Irlanda nei confronti del santo patrono. Solo in seguito la festa diventò popolare e, dal 1998, si disputarono le prime parate anche nel nord dell’isola.

La celebrazione fuori dall’Irlanda
Le feste più grandi e caratteristiche fuori dall’Irlanda si festeggiano nelle città e nelle nazioni che ospitano una forte componente irlandese, come gli Stati Uniti (san Patrizio è anche il patrono della città di Boston) e Canada (nella bandiera della città di Montréal è raffigurato anche un trifoglio, per testimoniare la fortissima presenza irlandese in città).

La festa di san Patrizio viene ormai celebrata in quasi tutto il mondo e non più solamente nelle comunità irlandesi. Le celebrazioni sono generalmente incentrate su tutto ciò che ha a che fare con l’Irlanda e il verde (colore simbolo dell’isola). In questo giorno infatti si suole mangiare cibo di quel colore e vestirsi della stessa tonalità. In particolare, sui vestiti ad esempio, non può mancare il trifoglio.[4] Questa pratica era diffusa già agli inizi dei festeggiamenti in onore del santo; questo perché la tradizione afferma che egli spiegò il mistero della santissima Trinità agli irlandesi pre-cristiani proprio attraverso questa pianta a tre foglie. Di conseguenza, sia il vestirsi di verde il 17 marzo sia il trifoglio stesso sono diventati simbolo di quel giorno.[5][6]

Ogni anno le acque del fiume Chicago (che scorre nell’omonima città) vengono tinte anch’esse di verde.

Ogni anno a Tokyo, lungo il viale Omotesandō, si svolge un sfilata dedicata al santo irlandese.

 gli eventi da seguire online

Sono tanti gli eventi che animeranno la serata del St Patrick’s Day at Home, tutti in diretta dai pub storici d’Irlanda.

Si apre con il concerto dei percussionisti Celtic Drummer, che sulle montagne vicine a Dublino sigleranno una speciale cerimonia di apertura esibendosi davanti al Johnny Foxs Pub, storico locale aperto dal 1798.

Protagonista anche il Duke of York di Belfast, che vanta ben 200 anni di vita. Qui si esibiranno gli Shamrock Tenors, cinque giovani cantanti e polistrumentisti dell’Ulster, evocatori del craic (termine intraducibile in italiano, che grosso modo significa “il modo in cui gli irlandesi rendono omaggio alla vita con la musica, le risate, gli amici di sempre e quelli che arriveranno”).

La diretta coinvolgerà anche il Dick Mack’s di Dingle, lungo la Wild Atlantic Way, una istituzione da queste parti: gestita dalla stessa famiglia dal  1899 è un pub e bottega artigiana di pelletteria.

La serata sarà interattiva e animata da piccole sfide da completare sui social. Ad esempio, ci si può divertire con la Riverdance Academy, partecipando a una lezione con due ballerini del famoso spettacolo di danza tradizionale Irish Riverdance per imparare alcuni passi fondamentali, ma anche per suonare i cucchiai, seguendo le musiche dello show.

Per partecipare alle iniziative, basta tenere d’occhio l’hashtag #StPatricksDayAtHome

Brembate Di Sopra

Chi di voi ha comprato una di queste cartoline dal ‘tabachì ‘? :

Risalgono probabilmente agli anni 60/70. Il nostro paese era molto diverso ; la vecchia fontana delle scuole elementari, il belvedere accanto la Chiesa.
Quanti di noi si ricordano ad esempio l’ACLI ? la domenica pomeriggio andavamo a prendere il gelato mentre gli uomini giocavano a carte ascoltando le partite di calcio alla radio.
Come sono cambiate le strade, le piazze i negozi.

Sarebbe bello se …….

tutti noi aggiungessimo un pezzo di storia a questa pagina… come è cambiata la nostra casa, la strada in cui viviamo, il negozio dove tutti i giorni facciamo la spesa; l’asilo dove portiamo i nostri figli; oppure semplicemente un ricordo particolarmente caro o buffo.

contattaci verremo a trovarti e scriveremo insieme la storia.

28 Marzo 2021 ora legale

Torna l’ora legale, quindi il 28 marzo 2021 le lancette dell’orologio andranno spostate avanti di un’ora. L’Italia non intende abolire il cambio dell’ora. La decisione è stata depositata a Bruxelles negli ultimi giorni di vita del governo Conte bis

FESTA DEL PAPA’ 19 MARZO 2021

La data è fissa, ogni anno ha luogo il 19 marzo.

Si festeggia in tutto il mondo, ma la data varia in base alla nazione. In Italia, La festa del papà è una consuetudine del 19 marzo come in alcuni altri paesi dalla lunga tradizione cattolica, come la Spagna o il Portogallo. La data fu per molto tempo la principale festa cattolica legata a san Giuseppe, il padre di Gesù.

Le Origini

Il culto religioso di san Giuseppe è molto antico e nacque in Oriente nell’Alto Medioevo, per poi diffondersi in Occidente già nel Trecento. Intorno a quel periodo, alcuni ordini religiosi cominciarono ad osservare la sua festa il 19 marzo, il giorno della sua morte secondo la tradizione. La festività di san Giuseppe fu inserita nel calendario romano da papa Sisto IV intorno al 1479, e nell’Ottocento il santo divenne patrono di diversi paesi con una importante tradizione cattolica, come il Messico, il Canada e il Belgio. Infatti, Nel 1870, Il Papa Pio X elevò San Giuseppe al rango di San Patrono della Chiesa universale. Leone XIII lo nominò San Patrono dei padri di famiglia e dei lavoratori nel 1889. Per commemorare questo evento, i figli avevano preso l’abitudine di fabbricare piccoli regali oppure di offrire dei fiori ai loro padri1.

L’istituzione dell’altra festa cattolica che ricorda il padre di Gesù, san Giuseppe Artigiano – il primo maggio – è solo del 1955, in risposta alla festa dei lavoratori che aveva origini sindacali e socialiste.

Negli Stati Uniti la festa ha caratteristiche e origini molto più recenti, in parte legate alla festa della mamma. Generalmente si fa risalire l’idea della sua creazione a una donna di Spokane, nello stato di Washington, Sonora Smart Dodd: secondo la tradizione, lo spunto per una festa del papà le sarebbe venuto nel 1909 sentendo un sermone in occasione della festa della mamma, che cominciava ad essere celebrata in quegli anni. Infatti, La prima festa del papà fu celebrata negli Stati Uniti il 19 giugno 1910, nel mese di nascita del padre di Sonora Dodd, che aveva cresciuto sei figli dopo la morte di parto della moglie. Nel 1924, il presidente Calvin Coolidge condivise l’idea di istituire una giornata nazionale di festa per i padri e finalmente nel 1966 il Presidente Lyndon Jonhson proclamò ufficialmente il Father’s Day, da celebrare la terza domenica di giugno. Oggi, La maggior parte dei paesi del mondo celebra la festa del papà la terza domenica di giugno2.

La festa del papà in Italia

In Italia, la festa del papà si celebra quindi il 19 Marzo, il giorno in cui, dal 1968, si festeggia anche San Giuseppe. Le rose sono il simbolo di questa festa, rosse, se il genitore è ancora in vita, bianche, in caso contrario. Due tradizioni, in particolare, caratterizzano la festa del 19 Marzo un po’ in tutta Italia: i falò e le zeppole. Poiché la celebrazione di San Giuseppe coincide con la fine dell’inverno, le celebrazioni rituali religiose, come spesso accade, si sovrappongono a quelle pagane come i riti di purificazione agraria, di antica memoria. In quest’occasione, infatti, si bruciano i residui del raccolto sui campi, ed enormi cataste di legna vengono accese ai margini delle piazze. Quando il fuoco sta per spegnersi, alcuni lo scavalcano con grandi salti, e le vecchiette, mentre filano, intonano inni per San Giuseppe.

Questi riti sono accompagnati dalla preparazione delle zeppole, le famose frittelle di S. Giuseppe, che pur variando nella ricetta da regione a regione, sono il piatto tipico di questa festa. A Roma la preparazione delle zeppole, affiancate dai bignè di San Giuseppe, ha un fervore molto particolare. Le zeppole di San Giuseppe sono un dolce tipico della cucina Italiana e derivano da una tradizione antica risalente addirittura all’epoca romana. Sono due le leggende principali che si tramandano: secondo la tradizione dell’epoca romana, dopo la fuga in Egitto con Maria e Gesù, San Giuseppe dovette vendere frittelle per poter mantenere la famiglia in terra straniera. Proprio per questo motivo, in tutta Italia, le zeppole divennero i dolci tipici della festa del papà, preparati per festeggiare e celebrare la figura di San Giuseppe.

La seconda leggenda è legata alle Liberalia che venivano celebrate nell’antica Roma il 17 marzo, feste in onore delle divinità del vino e del grano. Per omaggiare Bacco e Sileno, precettore e compagno di gozzoviglie del dio, il vino scorreva a fiumi, e per ingraziarsi le divinità del grano si friggevano delle frittelle di frumento.

La festa del papà è diventata un’occasione per riunirsi in famiglia in compagnia di buon cibo con la gioia di rivedere uno degli uomini più importanti della nostra vita. Le scuole fanno preparare ai bambini lavoretti artigianali, gli adulti offrono anche loro regali dedicati a dare piacere al pilastro della famiglia.

8 MARZO GIORNATA INTERNAZIONALE DEI DIRITTI DELLA DONNA

La Giornata internazionale dei diritti della donna ricorre l’8 marzo di ogni anno per ricordare sia le conquiste sociali, economiche e politiche, sia le discriminazioni e le violenze di cui le donne sono state e sono ancora oggetto in molte parti del mondo. Viene associata alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne istituita il 17 dicembre 1999 e che cade ogni anno il 25 novembre.

Questa celebrazione si tiene negli Stati Uniti d’America a partire dal 1909. In alcuni paesi europei dal 1911 e in Italia dal 1922. Specialmente in passato e ancora oggi dall’Unione donne italiane e nell’accezione comune viene chiamata Festa della donna anche se sarebbe più corretto Giornata internazionale della donna, poiché la motivazione non è la festa ma la riflessione.

Fonti ONU invitano a operare affinché nel mondo si possa raggiungere una effettiva parità di genere entro il 2030

Un po’ di storia……….

In Italia

La mimosa, simbolo italiano della Giornata internazionale della donna

Nel settembre del 1944, si creò a Roma l’UDI, Unione Donne in Italia, per iniziativa di donne appartenenti al PCI, al PSI, al Partito d’Azione, alla Sinistra Cristiana e alla Democrazia del Lavoro e fu l’UDI a prendere l’iniziativa di celebrare, l’8 marzo 1945, la prima giornata della donna nelle zone dell’Italia libera, mentre a Londra veniva approvata e inviata all’ONU una Carta della donna contenente richieste di parità di diritti e di lavoro. Con la fine della guerra, l’8 marzo 1946 fu celebrato in tutta l’Italia e vide la prima comparsa del suo simbolo, la mimosa, che fiorisce tra febbraio e marzo, secondo un’idea di Teresa Noce, di Rita Montagnana e di Teresa Mattei.

Carica di polizia contro un corteo femminista

Nei primi anni cinquanta, anni di guerra fredda e del ministero Scelba, distribuire in quel giorno la mimosa o diffondere Noi donne, il mensile dell’Unione Donne Italiane (UDI), divenne un gesto «atto a turbare l’ordine pubblico», mentre tenere un banchetto per strada diveniva «occupazione abusiva di suolo pubblico». Nel 1959 le senatrici Luisa Balboni, comunista, Giuseppina Palumbo e Giuliana Nenni, socialiste, presentarono una proposta di legge per rendere la giornata della donna una festa nazionale, ma l’iniziativa cadde nel vuoto.

Il clima politico migliorò nel decennio successivo, ma la ricorrenza continuò a non ottenere udienza nell’opinione pubblica finché, con gli anni settanta, in Italia apparve un fenomeno nuovo: il movimento femminista.

Manifestazione femminista italiana del 1977

L’8 marzo 1972 la giornata della donna a Roma si tenne in piazza Campo de’ Fiori: vi partecipò anche l’attrice statunitense Jane Fonda, che pronunciò un breve discorso di adesione, mentre un folto reparto di polizia era schierato intorno alla piazza nella quale poche decine di donne manifestavano con cartelli chiedendo la legalizzazione dell’aborto e la liberazione omosessuale. Il matrimonio venne definito prostituzione legalizzata e circolò un volantino che chiedeva che non fossero lo Stato e la Chiesa ma la donna ad avere il diritto di amministrare l’intero processo della maternità. Quelle scritte furono giudicate intollerabili e la polizia caricò e disperse le manifestanti. In molte città d’Italia sono stati intitolati all’8 marzo strade e giardini.

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